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#IORESTOACASA: il valore delle piccole cose

Il mondo intero si è fermato.
Anno 2020.
Quest’anno dal numero doppio identico finirà sui libri di storia, quasi sicuramente.
Il mondo si è fermato.
Il commercio, i trasporti, le aziende.
E anche il tempo. Sì, perché adesso scorre talmente tanto lento da sempre quasi fermo.
Così, in questo periodo di quarantena, allontanamento, social immersi di hashtag dedicati, gente che soffre, gente che continua a lavorare, gente che salva le vite, gente che la vita, purtroppo, la perde, dobbiamo tutti fare i conti con la nostra di vita e con il nostro tempo. Dobbiamo imparare a cogliere, nella negatività di un periodo buio come questo, il valore a ciò che davamo per scontato.
Io ci ho voluto provare con un video. Adesso mi spiego meglio.
Lo so, non sarò sicuramente la prima al mondo ad aver avuto questa idea, ma io ho semplicemente cercato di farla mia.
Vi spiego. Ora che abbiamo un po’ più tempo per capire il valore del tempo, ho voluto dare un senso anche alla più “banale” (e lo metto fra virgolette, attribuitegli voi il significato che sentite più giusto) quotidianità e al tempo impiegato nel viverla. Partiamo dal presupposto che siamo nell’era dei social, dove apparire è più importante di essere, dove non si da valore alle cose più ovvie, perché le cose più ovvie sono ormai troppo scontate e “out” per essere esposte sui social. Ma poi che succede? Succede che qualcosa più grande di tutti i pezzi di mondo messi insieme ci costringe a rivalutare l’importanza delle cose ovvie. E allora boom, stop. Fermi tutti. Rivalutiamo tutto. Forse è più importante essere che apparire, no? Gli abbracci, i saluti, il contatto umano, la passeggiata al tramonto sulla riva del mare, la prenotazione del volo per il viaggio tanto voluto, e fare la spesa incontrando un paio di amici, prenderci un caffè insieme, e uscire. Già. E i sorrisi, la cena coi parenti, una t-shirt nuova perché quelle vecchie sono un po’ scolorite. Farsi la doccia per uscire. No. Non si può uscire. E va bene, adesso è giusto così. Dobbiamo vincere questo maledetto mostro invisibile, e per vincerlo dobbiamo rimanere in casa. Allora impariamo di nuovo a dare senso alle cose “banali“. Impariamo di nuovo a dare senso al semplice fatto che siamo vivi, agli occhi aperti la mattina presto, e alla colazione fatta in cucina, al cane che ci saluta scodinzolando perché lui sì, lui è davvero felice perché può starti vicino tutto il giorno. Ridiamo importanza al sole, non è poi così scontato. Ridiamo importanza agli alberi, Dio, quanto sono belli, e alle cose semplici. Diamoci il tempo per leggere un libro, e ascoltare musica, e scrivere, e pensare. Rivalutiamo il tempo. Cerchiamo di essere, e poi, se poi vogliamo, possiamo anche apparire, ma almeno appariamo per ciò che siamo davvero. Smettiamo di dare tutto per scontato. La vita non è scontata. Quando la troverò appesa in un negozio, con un cartellino colorato con su scritto -70% allora sì, allora penserò che la vita è scontata. Ma ad ora non lo è e, secondo me, non lo sarà mai.
Questo è un video “banale”, già, perché non c’è niente di poi così tanto appariscente. Anzi. Scusate, che stupida che sono.
Sto vivendo.
E già solo questo non implica banalità.
Diamo senso al tempo ora che abbiamo tempo.

Un video dedicato alle cose semplici, in un modo che adesso ci appare talmente tanto complicato da vivere.
Sapete che c’è? #IORESTOACASA, che non vedo l’ora di poter uscire di nuovo.

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